Durante le ultime settimane, i ragazzi e le ragazze del ciclo superiore hanno partecipato a delle attività sul tema del linguaggio inclusivo condotte dalle ausiliari di lingua italiane Alessia e Sofia.
La prima parte del laboratorio è stata costituita da una presentazione teorica volta a spiegare le problematiche dell’utilizzo del genere maschile universale all’interno di molte lingue e come queste possano essere risolte attraverso vari metodi di utilizzo di un linguaggio piú inclusivo.
Dunque, così come nell’attualitá molti linguisti si stanno interrogando su quali possano essere le tecniche per portare all’abbattimento delle discriminazioni che avvengono attraverso il linguaggio, anche i ragazzi sono stati chiamati a dare il loro contributo e a riflettere sul tema.
Ad entrambe le classi è stata proposta un’attività speciale: creare un Vocabolario dell’Inclusione, a partire da una domanda semplice ma profonda: quali sono le parole che includono?
Ogni alunno ha contribuito con parole che fanno sentire accolti, rispettati, ascoltati. Alcune sono nate dalla fantasia, altre provengono da lingue diverse, tutte espressione della ricchezza delle differenze e del desiderio di costruire una comunità più giusta per tutti e tutte. Ogni classe ha contribuito con parole significative e originali creando il proprio un vocabolario dell’inclusione.
Infine, si è deciso di creare un unico volume, conservato nella biblioteca scolastica come dono per le generazioni presenti e future.
Oltre a questo, come conclusione del progetto e con l’aiuto di ciascun bambino e ciascuna bambina, è stato creato un video come spunto di riflessione per il presente e come speranza per il futuro. All’interno di questo video ognuno ha dato la propria opinione su cosa si debba cambiare delle lingue e come questo debba essere fatto, per fare si che ciascuno possa sentirsi a proprio agio.
Infine, emerge dall’attività una grande partecipazione ed interesse per l’argomento, con tanti spunti di riflessione importanti, non solo per i piú giovani, ma anche per gli adulti.
L’inclusione puó davvero partire dal linguaggio, e le parole se scelte con cura possono aiutarci a creare un mondo migliore.

