Artemisia Gentileschi: l’arte che denuncia, l’arte che ricostruisce

A conclusione del percorso avviato nel mese di febbraio sul tema della violenza di genere, la classe sesta ha realizzato un’attività speciale durante le ore di Musica e Plastica, dedicata alla figura di Artemisia Gentileschi, artista italiana del Seicento e pioniera della pittura al femminile.
Attraverso la sua storia, le alunne e gli alunni hanno conosciuto non solo una grande pittrice, ma anche una donna che ha saputo trasformare il dolore in arte.
Infatti, uno dei suoi quadri più famosi “Susanna e i Vecchioni” (1610) racconta proprio una scena di molestia e ci mostra come l’arte possa essere un potente strumento per parlare di temi difficili e profondi, come la violenza contro le donne.

Ispirandosi alla sua vicenda e al suo coraggio, la classe ha realizzato un’attività artistica in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. I bambini e le bambine hanno lavorato insieme alla creazione di un manifesto simbolico:
Il quadro di Artemisia è stato prima danneggiato per simboleggiare gli effetti della violenza sulle donne, poi ricomposto per trasmettere un messaggio di speranza e rinascita attraverso l’impegno collettivo.
Lo slogan scelto per accompagnare il manifesto è stato “Vietato morire”, titolo della canzone del cantante italiano Ermal Meta, che affronta proprio il tema della violenza di genere e domestica.
Alla fine dell’attività gli alunni e le alunne hanno riflettuto sull’attività svolta, mettendo in comune le loro impressioni e discutendo su cosa li ha colpiti di più.

Esta actividad nos ayuda a entender algo muy importante: la violencia de género puede destruir y romper a las mujeres, igual que la foto rota. Pero si nos unimos, podemos tener la fuerza para reconstruir todo, denunciando y luchando juntos para parar este gran problema.

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