Con la classe quarta è stata svolta un’attività per riflettere insieme sul tema del bullismo, partendo dalla storia di Lilli, una bambina vittima di prese in giro ed esclusione.
Attraverso il racconto, la classe hanno potuto comprendere meglio cosa significa subire atti di bullismo, come ci si sente in queste situazioni, e quanto sia importante non restare in silenzio ma chiedere aiuto e sostenersi a vicenda.
Prima di leggere il finale del racconto, i bambini hanno provato a immaginare come sarebbe potuta andare a finire la storia di Lilli. Questo momento di confronto ha dato spazio a idee diverse e ha aiutato i bambini a riflettere sulle possibili soluzioni che si possono trovare quando si vive una situazione di difficoltà o di ingiustizia.
In seguito, attraverso giochi di immaginazione e un’attività di role playing intitolata “Nelle scarpe degli altri”, i bambini si sono messi nei panni di bullo, vittima e spettatori, rappresentando situazioni di bullismo verbale, fisico e online. Dopo ogni scena, un momento di confronto ha permesso di riflettere sulle emozioni provate e sulle responsabilità di ciascun ruolo.
Perché è importante parlarne?
Perché a volte, anche a scuola o in altri contesti, qualcuno può trovarsi in situazioni simili. Imparare a riconoscere i segnali del bullismo è il primo passo per intervenire.
Chiedere aiuto, non restare soli, e avere il coraggio di parlare sono strumenti fondamentali per tutelare sé stessi e gli altri.
Con la clase de cuarto, realizamos una actividad para reflexionar juntos sobre el tema del acoso escolar, partiendo de la historia de Lilli, una niña víctima de burlas y exclusión.
A través del relato, la clase pudo comprender mejor qué significa sufrir situaciones de acoso, cómo se siente una persona en esa situación y lo importante que es no quedarse en silencio, sino pedir ayuda y apoyarse mutuamente.
Antes de leer el final del cuento, los niños y niñas imaginaron cómo podría haber terminado la historia de Lilli. Este momento de diálogo dio lugar a ideas diversas y ayudó a reflexionar sobre las distintas formas de afrontar y resolver una situación difícil o injusta.
Después, mediante juegos de imaginación y una actividad de role playing titulada “Ponerse en los zapatos del otro”, los niños y niñas se pusieron en la piel del acosador, la víctima y los espectadores, representando situaciones de acoso verbal, físico y en línea.
Tras cada escena, se abrió un espacio de diálogo para reflexionar sobre las emociones vividas y las responsabilidades de cada rol.
¿Por qué es importante hablar del tema?
Porque a veces, incluso en la escuela u otros espacios, alguien puede encontrarse en situaciones similares. Aprender a reconocer las señales del acoso es el primer paso para intervenir.
Pedir ayuda, no quedarse solo y tener el valor de hablar son herramientas fundamentales para protegernos a nosotros mismos y a los demás.